Rete Natura 2000
IT2040032 - Valle del Livrio
Gli habitat
Il SIC si estende da una quota di 650 m a 2502 m e offre un bel mosaico di diverse tipologie vegetali, in cui sono presenti anche alcuni endemismi. Si possono individuare 13 habitat differenti, di cui 3 sono prioritari (6230 - nardeti ricchi di specie, 9180 - foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion e 91E0 - foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior).
La quota più significativa di territorio (quasi il 70% della superficie complessiva) è caratterizzata dalla presenza di boschi, tra cui le foreste a Larix decidua (habitat 9420, 35,1% della superficie del SIC) e le foreste a Picea excelsa (habitat 9410, 20%).
Una tipologia di particolare valenza naturalistica è data dalle formazioni boschive del Tilio-Acerion (habitat prioritario 9180), una formazione a latifoglie che comprende aceri, tigli, frassini, ciliegi, olmi e faggi e che si trova nelle forre, in ambienti più umidi di quelli di faggeta e che copre un'area abbastanza rilevante di territorio (11,1%).
Le foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (habitat prioritario 91E0) sono strettamente collegate a corsi d'acqua o alle rive di lago, e nel SIC si trovano sul versante ovest della valle del torrente Torchione.
Anche le praterie montane da fieno (habitat 6520) ricoprono un'estensione apprezzabile (8% della superficie complessiva). Si tratta di ambienti seminaturali, perché occupano aree disboscate dall'uomo e richiedono pratiche colturali regolari, come lo sfalcio, che deve essere effettuato almeno due volte l'anno, e la concimazione. Le praterie da fieno rappresentano uno dei connotati più tipici del paesaggio montano, e una fonte essenziale di foraggio per il bestiame domestico. Questi habitat sono ancora ben rappresentati nel SIC, in particolare nel settore settentrionale in corrispondenza di numerosi insediamenti rurali di media quota (maggenghi).
I nardeti ricchi di specie (habitat prioritario 6230) sono prati soggetti a pascolo intenso e prolungato nel tempo, soprattutto su terreni a pendenza ridotta. La specie caratteristica e dominante è Nardus stricta, una graminacea cespitosa poco appetita dal bestiame. L'estensione attuale di questo habitat nel sito è relativamente ridotta (meno del 5% della superficie complessiva), con una distribuzione preferenziale nella zona del Lago della Casera - Lago delle Zocche.
Nella parte più alta del SIC, sul versante nord del Pizzo Campaggio, vi è una zona di torbiera (habitat 7140) che, nonostante la ridotta superficie, presenta un motivo di particolare interesse, in quanto questi ambienti sono dei “relitti” dell'epoca glaciale e ospitano specie rare di notevole importanza floristica. Anche gli habitat delle acque stagnanti (3130) sono di grande interesse perché consentono la vita a comunità animali e vegetali ricche e diversificate; nel sito ci sono due piccole aree in corrispondenza del Lago delle Zocche e del Lago della Casera, nelle quali si trovano anche popolamenti di Sparganium angustifolium.
| Fisionomia | Codice | Habitat | % copertura |
|---|---|---|---|
| Acque stagnanti | 3130 | Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoeto-Nanijuncetea | 0,04 |
| Arbusteti | 4060 | Lande alpine e boreali | 4,8 |
| Formazioni erbacee naturali e seminaturali | 6150 | Formazioni erbose boreo-alpine silicicole | 0,3 |
| 6230 | * Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane ( e delle zone submontane dell'Europa continentale) | 4,8 | |
| 6432 | Comunità erbacee subalpine e alpine | 2,8 | |
| 6520 | Praterie montane da fieno | 8,2 | |
| Torbiere | 7140 | Torbiere di transizione e instabili | 0,02 |
| Rocce e pietraie | 8110 | Ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani) | 0,4 |
| 8220 | Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica | 0,5 | |
| Foreste | 91E0 | Boschi alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae e Salicion albae) | 1,3 |
| 9180 | Boschi di pendio, detrito o forra del Tilio-Acerion | 11,1 | |
| 9260 | Boschi di Castanea sativa | 9,9 | |
| 9410 | Boschi acidofili montani e alpini di Picea (Vaccinio-Picetea) | 20,1 | |
| 9420 | Boschi alpini a Larice e Cembro | 35,1 | |
| TOTALE | 99,72 | ||
Le specie vegetali
Nel SIC sono presenti numerose specie interessanti per la loro rarità e per le loro caratteristiche biologiche. La digitale, Digitalis lutea, èuna specie poco diffusa in provincia di Sondrio e tipica delle radure boschive a quote comprese tra 800 e 1500 metri. L'endemica Sanguisorba dodecandra è una specie scoperta dal botanico valtellinese F. Massara intorno al 1830; è presente nelle Alpi Orobie solo tra la Val d'Arigna e la Valle del Livrio esi trova negli alneti, nei canaloni umidi e nei greti dei torrenti a quote variabili tra 1000 e 2000 metri. Lo Sparganium angustifolium è una specie molto rara in tutta la provincia di Sondrio, ed è tipica dei laghetti alpini a quote comprese tra 1500 e 2000 metri. Infine le felci Dryopteris carthusiana, Osmunda regalis e Matteuccia struthiopteris non sono solo interessanti per il botanico, ma colpiscono per l'eleganza delle loro foglie e per il loro portamento.
All'interno del SIC non sono segnalate specie vegetali in allegato II della Direttiva Habitat.
Arnica montana L.
Arnica (Foto di R. Ferranti)
Digitalis grandiflora Mill.
Digitale gialla maggiore (Foto di R. Ferranti)
Eriophorum scheuchzeri Hoppe
Pennacchi di Scheuchzer (Foto di R. Ferranti)
Matteuccia struthiopteris (L.) Tod.
Felce penna di struzzo (Foto di F. Gironi)
Gentiana kochiana Perr. et Song.
Genziana di Koch (Foto di C. Tognoni)
Primula veris L.
Primula odorosa (Foto di R. Ferranti)
Rhododendrum ferrugineum L.
Rododendro ferrugineo (Foto di C. Tognoni)
Sanguisorba dodecandra Moretti
Salvastrella orobica (Foto di M. Amonini)
Le specie animali
Nel SIC vi sono numerose specie di invertebrati, tra cui due tra le più belle farfalle alpine, Parnassius apollo e Parnassius mnemosyne. Tra gli anfibi sono presenti la raganella, Hyla intermedia e la Rana temporaria, mentre tra i rettili figurano alcune specie interessanti come il ramarro (Lacerta bilineata), il colubro liscio (Coronella austriaca), il saettone (Zamenis longissimus) e il marasso (Vipera berus). La fauna ornitologica è molto ricca di specie, e tra le altre vi sono l'aquila reale, la coturnice, il gufo reale, il picchio nero, la civetta nana e il gallo cedrone (Tetrao urogallus) che è anche il simbolo del Parco delle Orobie Valtellinesi. Si tratta di un uccello di grosse dimensioni (il maschio può raggiungere una lunghezza di oltre 80 cm, mentre la femmina è in genere più piccola, sino a 60 cm) che vive prevalentemente nei boschi di conifere tra i 1200 e i 1700 m. La zona del SIC rappresenta una delle aree ottimali in Valtellina per ospitare questa specie, peraltro molto rara in Lombardia.
Tra i mammiferi, nel SIC si possono trovare 4 specie di pipistrelli, dal fondamentale ruolo ecologico per il controllo delle popolazioni di insetti di cui si cibano, oltre a ungulati come il cervo, il capriolo e il camoscio.
Gli uccelli sono ben rappresentati da numerose specie in All. I della Direttiva 79/409/CEE e da uccelli migratori abituali non elencati in tale direttiva.
Rupicapra rupicapra
Camoscio (Foto di V. Martegani)
Capreolus capreolus
Capriolo (Foto di G. Scieghi)
Cervus elaphus
Cervo (Foto di V. Martegani)
Vipera berus
Marasso (Foto di E. Razzetti)
Rana temporaria
Rana (Foto di C. Tognoni)
Parus cristatus
Cincia dal ciuffo (Foto di G. Scieghi)
Parus montanus
Cincia alpestre (Foto di G. Scieghi)
Erithacus rubecula
Pettirosso (Foto di G. Bettini)
Lagopus mutus helveticus
Pernice bianca (Foto di G. Scieghi)
Tetrao urogallus
Gallo cedrone (Foto di V. Martegani)
Certhia familiaris
Rampichino alpestre (Foto di G. Scieghi)


