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Parco delle Orobie Valtellinesi  via Toti 30C, 23100 Sondrio tel. +39 0342 211236 fax +39 0342 210226

Rete Natura 2000

IT2040030 - Val Madre

Gli habitat

Quasi l'87% del territorio del SIC Val Madre è coperto da habitat di interesse comunitario, di cui 2 prioritari (6230 - Nardeti ricchi di specie e 9180 - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion).
Particolarmente significativi sono i boschi di faggio e/o abete bianco, spesso con una cospicua presenza di abete rosso (habitat 9110), che formano una larga fascia compatta che occupa quasi tutta la zona lungo i margini più settentrionali del sito, ad una quota compresa tra i 700 e i 1200 m m s.l.m.;
Le foreste quasi pure di conifere (habitat 9410) occupano la parte centrale del SIC, da ovest a est, a una quota compresa tra i 900 e i 2000 m m s.l.m. Sopra Ronco di Alfaedo ci sono degli abeti bianchi di notevole diametro ed altezza che sono talvolta utilizzati dal picchio nero.
Interessante è l'habitat del Tilio-Acerion (habitat prioritario 9180) che si trova in due aree nella porzione sud-est del SIC, a una quota compresa tra gli 800 e i 1000 m m s.l.m. Si tratta di una formazione a latifoglie che comprende aceri, tigli, frassini, ciliegi, olmi e faggi, in ambienti più umidi di quelli in cui si trova la faggeta.
Le praterie montane da fieno (habitat 6520), un tempo molto ben rappresentate perché ottenute nei secoli dall'incessante opera dei contadini che sottraevano con forza e determinazione superficie al bosco, rappresentano oggi una rarità, come il bel prato della Pianella o della Ca' Redunda, ancora oggi sfalciati regolarmente.
Alle quote superiori si incontrano le praterie alpine a nardo (habitat prioritario 6230) in corrispondenza degli alpeggi Dassola e di Foppelle e Prigiolo che si alternano a lande ad arbusti o a pietraie.

Gli habitat dei ghiaioni silicei (8110) costituiscono un ambiente tra i più significativi, perché ospitano elementi floristici “nobili” della flora alpina: rari, con areali di diffusione ristretti ed estremamente specializzati sotto il profilo ecologico, con adattamenti a condizioni ambientali estreme.

Fisionomia Codice Habitat % copertura
Arbusteti 4060 Lande alpine e boreali 7,5
Formazioni erbacee naturali e seminaturali
6150 Formazioni erbose boreo-alpine silicicole 1,2
6230 * Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale) 2,7
6520 Praterie montane da fieno 1,8
Rocce e pietraie
8110 Ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani) 0,6
8220 Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica 2,4
Foreste 91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) 0,4
9110 Faggeti del Luzulo-Fagetum 21,8
9180 * Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion 4,7
9260 Boschi di Castanea sativa 0,7
9410 Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Picetea) 33,9
9420 Foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra 9,0
TOTALE 86,7

Le specie vegetali

Il SIC ospita alcune specie rarissime nella flora valtellinese come Asperula purpurea, che si trova su pendici calde e assolate poco sotto al limite inferiore del SIC, Corydalis cava nei boschi di faggio poco sotto al limite inferiore del SIC, Daphne laureola nei boschi caldi al limite inferiore del SIC, l'orchidea Orchis sambucina e la bellissima Tulipa australis su prati magri e ben esposti. Il vischio (Viscum album) è raro e si trova sul pino silvestre nella parte ovest del SIC. Nel SIC è segnalato Laserpitium krapfii, una specie endemica che vegeta sui ghiaioni.



Le specie animali

Talora è possibile vedere alcune bellissime farfalle diurne come Parnassius mnemosyne e Parnassius apollo, e tra i rettili, il Ramarro (Lacerta bilineata).
Il SIC si può considerare zona di caccia per l'aquila reale e di nidificazione per i Rapaci forestali (sparviere, astore, falco pecchiaiolo) e per i Galliformi alpini, presenti con tutte e cinque le specie che si possono incontrare nel Parco delle Orobie Valtellinesi, anche se il gallo cedrone soffre della tendenza della foresta a chiudersi.
Fra gli altri uccelli, la civetta nana, la civetta capogrosso e il picchio nero condividono la predilezione per gli ambienti di foresta e sono quindi ben presenti nel SIC, dove possono trovare alberi di medie e grosse dimensioni adatte alla nidificazione. Il picchio nero è il più grosso fra i picchi italiani e predilige per i propri nidi l'abete bianco e, in misura minore, il larice e l'abete rosso.
Si tratta di una specie molto importante dal punto di vista ecologico perché con la sua presenza segnala lo stato di salute dei boschi e favorisce l'insediamento di altre specie di uccelli, come civetta nana, rampichino alpestre e cincia bigia alpestre.  Per favorire la presenza non solo del picchio nero ma anche del picchio verde e del picchio rosso maggiore non si devono rimuovere gli alberi vecchi e quelli morti ancora in piedi.
Tra gli ungulati si possono incontrare il capriolo, il camoscio e il cervo; ma è il camoscio la specie meglio rappresentata nel SIC, dove frequenta i ripidi versanti boscosi e, alle quote maggiori, le zone aperte; si stima che ce ne sia circa un centinaio di individui.





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