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Rete Natura 2000

IT2040029 - Val Tartano

Gli habitat

L'im s.l.m.nto pregresso e la secolare storia dell'insediamento pastorale della Val Tartano ha determinato un particolare mosaico di paesaggi naturali e seminaturali che rappresentano un elemento caratteristico.
L'area degli habitat comunitari copre il 93,4% del territorio del SIC, di cui 1 prioritario (6230 Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie) e numerosi definiti come “seminaturali”. Lungi dall'essere meno importanti di quelli “naturali”, questi ambienti rappresentano il frutto della evoluzione congiunta dell'uomo e dell'ambiente che si è sviluppata nel corso dei millenni. Il loro mantenimento è possibile m s.l.m.nte con la partecipazione delle comunità locali che con la loro paziente e sapiente opera rinnovano costantemente un delicato equilibrio.
Alle quote inferiori i paesaggi vegetali sono rappresentati da peccete (habitat 9410) e lariceti puri o con abete rosso (habitat 9420) intervallate da paesaggi aperti, che un tempo erano prati a sfalcio (habitat 6520), conservati nei secoli grazie all'opera dei contadini.
Salendo alle quote superiori il paesaggio cambia e compaiono praterie e pascoli alpini, come il nardeto (habitat prioritario 6230) e le formazioni naturali a Festuca luedii (habitat 6150), con alternanza di lande ad arbusti o di pietraie. I numerosi canaloni di valanga sono colonizzati dall'ontano verde e da qualche giovane larice (habitat 4060), che riescono a sopravvivere, grazie alla loro flessibilità, alle ripetute scariche di neve.

Molto importanti e di eccezionale pregio ambientale sono le aree umide presenti in questo SIC, come i torrenti e i laghi (in particolare i laghi di Porcile, habitat 3130), spesso con la loro “corona” di torbiere (habitat 7140). Si tratta di ambienti di grande importanza naturalistica che arricchiscono il territorio con specie animali, vegetali e biocenosi non riscontrabili altrove. La Val Tartano è davvero una riserva di biodiversità poco appariscente, ma di raro valore e minacciata, e va quindi adeguatamente preservata.

Fisionomia Codice Habitat % copertura
Habitat d'acqua dolce 3130 Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoeto-Nanijuncetea 0,04
3220 Fiumi alpini con vegetazione riparia erbacea 0,1
3240 Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos 0,3
Arbusteti 4060 Lande alpine e boreali 16,0
4080 Boscaglie subartiche di Salix sp. pl. 0,04
Formazioni erbacee naturali e seminaturali 6150 Formazioni erbose boreo-alpine silicicole 32,0
6230 * Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale) 7,0
6520 Praterie montane da fieno 0,4
Torbiere 7140 Torbiere di transizione e instabili 0,5
Rocce e pietraie 8110 Ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani) 7,0
8220 Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica 10
Foreste 9410 Foreste subalpine di Abete rosso 10,0
9420 Foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra 10,8
TOTALE 93,4

Le specie vegetali

Numerose sono le specie vegetali considerate importanti. La componente floristica è ben rappresentata, si segnalano entità importanti con popolazioni ridotte (Allium victorialis, Carex microglochin).
All'interno del SIC non sono tuttavia segnalate specie vegetali in allegato II della Direttiva Habitat.

Lo sfagno è caratteristico delle zone umide; si tratta di un muschio che cresce immerso nell'acqua e che decomponendosi dà origine alla torba. Nella tarda estate le torbiere si ricoprono di eleganti pennacchi bianchi: sono i frutti degli eriofori, dotati di peli sericei per facilitare la dispersione dei semi.
Una pianta che vive immersa in acque poco profonde è il raro Sparganium angustifolium, visibile ai laghi di Porcile; nel SIC è presente anche una rara specie di Pedicularis (Pedicularis recutita).



Le specie animali

Tra gli animali che si possono incontrare percorrendo i sentieri vi sono il capriolo e il cervo nelle zone coperte dal bosco; si tratta di animali elusivi e timidi, che è difficile vedere se non si è molto silenziosi e dotati di una certa dose di fortuna. Camosci e stambecchi, che frequentano generalmente quote superiori al limite del bosco, sono più facili da vedere, ma certo non da avvicinare, per la loro abilità nel saltare da una roccia all'altra, su pendii quasi verticali.
Nel SIC sono presenti il gallo forcello, il francolino di monte, la coturnice e la pernice bianca. Queste specie di Galliformi, che stanno sovente nascoste, possono essere disturbate nei mesi invernali e primaverili dal passaggio di escursionisti con ciaspole o da scialpinisti: rispettate la loro privacy!
I laghi di Porcile ospitano anche il salmerino alpino (Salvelinus alpinus), un pesce ben adattato alle loro fredde acque, e la Rana temporaria, che qui si riproduce, oltre a numerose specie di insetti.

All'interno del sito vivono diverse specie di uccelli che figurano nell'allegato I della Direttiva Uccelli e giustificano la designazione di zone di protezione speciale. Degne di nota sono anche le specie di migratori abituali, anche se non compaiono in tale allegato.





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