vai subito al contenuto della pagina
Parco delle Orobie Valtellinesi  via Toti 30C, 23100 Sondrio tel. +39 0342 211236 fax +39 0342 210226

Rete Natura 2000

IT2040026 - Val Lesina

Gli habitat

Nel complesso il SIC presenta 9 habitat comunitari, di cui 2 prioritari (6230 - Nardeti ricchi di specie e 9180 - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion) che ricoprono circa il 66% della sua superficie.
Gli habitat forestali in Val Lesina sono dominanti. Alle quote inferiori vi sono boschi di latifoglie appartenenti all'habitat 9110 (Faggete del Luzulo-Fagetum), che coprono il 18% della superficie del SIC; a quote superiori, o su versanti con esposizione più sfavorevole, subentrano le peccete (habitat 9410, Foreste acidofile montane e alpine di Picea) che coprono l'8,2% della superficie e le foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra (habitat 9420), con una copertura del 6,9%.
I nardeti ricchi di specie (habitat prioritario 6230) sono dei prati soggetti a pascolo intenso e prolungato nel tempo, soprattutto su terreni a pendenza ridotta. La specie caratteristica e dominante è Nardus stricta, una graminacea cespitosa poco appetita dal bestiame. Sono localizzati principalmente nella parte centrale del SIC, ad una quota compresa tra i 1500 ed i 1850 m.
Una habitat di particolare rilevanza è quello delle formazioni boschive del Tilio-Acerion (habitat prioritario 9180), una formazione a latifoglie che comprende aceri, tigli, frassini, ciliegi, olmi e faggi e che si trova nelle forre, solamente in un'unica area localizzata nella punta più settentrionale del territorio del SIC, ad una quota compresa tra i 600 ed i 700 m.
Una quota significativa del SIC (11,5%) è coperta da arbusteti con presenza di rododendro o di ontano verde(habitat 4060 - Lande alpine e boreali). Alle quote maggiori dominano gli habitat dei ghiaioni silicei (8110) e delle pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica (8220) che ospitano elementi floristici tra i più “nobili” della flora alpina: rari, con areali di diffusione ristretti ed estremamente specializzati, con adattamenti a condizioni ambientali estreme

Fisionomia Codice Habitat % copertura
Arbusteti 4060 Lande alpine e boreali 11,5
Formazioni erbacee naturali e seminaturali 6150 Formazioni erbose boreo-alpine silicicole 3,0
6230 * Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane ( e delle zone submontane dell'Europa continentale) 2,9
Rocce e pietraie 8110 Ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani) 6,6
8220 Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica 8,5
Foreste
9110 Faggeti del Luzulo-Fagetum 18,0
9180 * Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion 0,6
9410 Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea) 8,2
9420 Foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra 6,9
TOTALE 66,2

Le specie vegetali

Le specie di piante che arricchiscono la biodiversità del sito sono numerose. Negli ambienti di rupi silicee si possono vedere fiori di grande bellezza, come l'Androsace brevis o l' Androsace vandellii, piante endemiche con areale ristretto e localizzate sulle pendici del Legnone. Sempre sulle pendici del Legnone si possono incontrare diverse sassifraghe, come per esempio Saxifraga exarata o Saxifraga bryoides. Il nome “sassifraga” deriva dal latino e significa “che rompe i sassi”: molte specie di questo genere infatti vivono nelle fenditure delle rocce.



Le specie animali

Da un punto di vista faunistico l'area ospita numerose specie di mammiferi tipiche alpine: tra gli ungulati vi sono lo stambecco -reintrodotto nel 1989-, il camoscio, il cervo e il capriolo. La marmotta è abbondante, mentre la lepre variabile appare in regresso.
Tra gli uccelli sono presenti il gallo forcello e il francolino di monte. L'aquila reale è una presenza costante, anche se sembra utilizzare il territorio del SIC come area di caccia ma non di nidificazione. Occasionalmente fa la sua comparsa il gipeto, una specie in espansione in Valtellina che frequenta i dirupi rocciosi e ampie aree aperte nelle quali cerca le carcasse e gli scheletri di Ungulati di cui può consumare le ossa.

  • Capra orobica(Foto V. Martegani)

Durante le vostre gite potrebbe capitarvi di incontrare qualche esemplare di capra orobica, una razza dal pelo lungo e con corna molto lunghe e ritorte che le conferiscono un aspetto particolare e ne testimoniano la distanza genetica da altre popolazioni limitrofe.
In origine chiamata “capra della Valgerola”, è stata ribattezzata "Capra Orobica" agli inizi degli anni '90, quando è stato istituito il Libro Genealogico di questa antica razza allevata da qualche secolo nella zona di origine, coincidente con l'area storica del formaggio Bitto. È diffusa in provincia di Sondrio nelle Valli del Bitto e in Val Lesina, in provincia di Lecco in Valvarrone e Valsassina, e anche nella provincia di Bergamo in alta Val Brembana. La popolazione è stabile e si contano circa 4000-4500 capi.


Ecco alcuni degli animali che potreste vedere nel SIC.





- Dichiarazione di accessibilità -

Valid XHTML 1.0 Strict Valid CSS2